
Ci sono esperienze che dividono la vita in un “prima” e un “dopo”.
Per me quel momento è arrivato nel 2019, quando mio marito è morto per suicidio.
Da quel giorno mi sono trovata ad attraversare un territorio che nessuno dovrebbe conoscere: il dolore profondo, il caos interiore, il senso di colpa, la rabbia, l’incredulità, la paura, la solitudine. Ho sperimentato emozioni che sembravano contraddirsi tra loro e domande a cui nessuno sembrava saper rispondere.
Per molto tempo ho cercato di capire come fosse possibile continuare ad amare qualcuno che non c’era più senza smettere di vivere.
Quella ricerca è diventata il centro della mia vita.
Ho iniziato ad approfondire la letteratura scientifica sul lutto e i principali modelli contemporanei di adattamento alla perdita.
È lì che è nata la mia chiamata.
Ho capito che tutto ciò che stavo imparando non apparteneva solo a me. Poteva diventare un ponte per altre persone che, come me, si sentivano smarrite nel momento più difficile della loro vita.
Così è nato Dopo il Silenzio.
Per trasformare questa missione in una professione svolta con competenza e responsabilità, ho scelto di affiancare alla mia esperienza personale una formazione specialistica. Sono Grief Coach certificata dalla Master Grief Academy, un percorso che mi ha permesso di acquisire strumenti, metodo e competenze per accompagnare le persone nel loro cammino con professionalità, sensibilità e rispetto.
Ho inoltre conseguito una certificazione Trauma-Informed e una certificazione in Somatic Foundations presso il Centre for Healing. Questa formazione mi aiuta a lavorare con maggiore consapevolezza rispetto al fatto che una perdita possa intrecciarsi con esperienze traumatiche e a riconoscere quando ciò che emerge richiede competenze cliniche diverse dalle mie. La formazione Trauma-Informed non costituisce un’abilitazione al trattamento del trauma e non svolgo interventi psicologici o psicoterapeutici; quando necessario, invito la persona a rivolgersi al professionista sanitario competente.
Oggi accompagno le persone a comprendere ciò che la perdita ha cambiato nella loro vita, a ritrovare significato e nuove coordinate e a costruire una vita in cui il ricordo continui ad avere un posto, senza impedire al futuro di esistere.
Credo fermamente che elaborare un lutto non significhi lasciare andare chi amiamo ma significhi trovare una nuova casa all’amore. Una casa in cui il legame possa continuare a vivere, trasformarsi e accompagnarci, lasciando lentamente più spazio all’amore che al dolore.
Se oggi sei arrivato fin qui, forse non stai cercando qualcuno che ti dica di “andare avanti”. Forse stai cercando qualcuno che sappia camminare accanto a te. Se è così, sarò felice di accompagnarti.
Infine, mi dispiace molto che tu sia qui. Ma grazie per essere qui.



